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20 novembre 2009

Un altro capitolo della storia dell’alpinismo italiano si è chiuso. La mattina del 20 novembre si è spento Lino Lacedelli. Insieme ad Achille Compagnoni, il grande “scoiattolo” di Cortina aveva raggiunto l’inviolata vetta del K2 il 31 luglio 1954. La Fondazione Cassin ricorda con emozione l’amicizia che per oltre mezzo secolo ha legato Riccardo ai due primi salitori del K2. Riccardo Cassin era stato protagonista, insieme al professor Ardito Desio, della ricognizione preliminare nel 1953. Aveva stabilito dove fissare il Campo Base e individuato la via di salita. L’anno successivo fu escluso dalla spedizione per motivi medici che tanto lo amareggiarono. Ma tutti gli alpinisti partecipanti restarono sempre legati a colui che ritenevano essere il loro naturale comandante in parete.

In particolare proprio Lacedelli e Compagnoni vollero Riccardo in mezzo a loro nella sfilata commemorativa del 40° anniversario della salita che si tenne a Cortina d’Ampezzo. Quella foto, che poteva anche ricordare antiche polemiche con il professor Desio e che invece era solo il segno di una grande amicizia, è diventata famosa. Guardandola oggi, non si può non notare come il destino abbia voluto riunire i tre amici nel giro di soli sei mesi, quasi con una chiamata trimestrale cadenzata quanto una didascalia:  da sinistra… il 13 maggio è morto Achille, a 94 anni, il 6 agosto lo ha seguito Riccardo che aveva oltrepassato i 100, il 20 novembre li ha raggiunti Lino alle soglie degli 84 anni.

Di fronte a questa immagine tutti coloro che operano nella Fondazione Cassin si fermano a guardare, con affetto, commozione e rispetto, un pezzo di storia d’Italia.

 Daniele Redaelli

 
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