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Il tesoro di Riccardo

A Martina, Gloria, Carola e Chiara e a tutti i bambini che hanno conosciuto il tesoro di Riccardo

C’era una volta un bimbo nato in un piccolo paese di contadini. A quattro anni il destino lo ha voluto già orfano infatti, il suo papà emigrato in Canada in cerca di lavoro, ha perso la vita in un incidente in miniera. Il bambino è cresciuto solo con la mamma e la piccola sorella e ha conosciuto anche gli orrori della guerra. Ha dovuto diventare grande in fretta ma, fortunatamente con una grande forza di volontà e di coraggio, doti che lo hanno sostenuto per tutta la sua lunga vita. E proprio la vita, che non gli ha regalato niente, gli ha fatto però conoscere anche l’amicizia, il rispetto, la libertà, la prudenza e l’amore. Con tutti questi sentimenti ha fatto un grande tesoro, che non ha tenuto solo per se ma, lo ha diviso con tutti gli altri. Diventando grande ha incominciato a portarlo anche in montagna e ogni volta che ha salito una nuova cima ha portato con se il suo tesoro e ne ha lasciato un po’ su ogni roccia. Così, tutti quelli che sono passati da li hanno potuto arricchirsi di quelle doti che la vita gli aveva insegnato. Un giorno era diventato così bravo e conosciuto che tutte le montagne del mondo hanno deciso di nominarlo loro re, re Riccardo. Ma lui ha continuato a vivere nella sua semplicità distribuendo il suo tesoro anche ai figli, ai nipoti e ai pronipoti. Dopo tanti anni le montagne del mondo hanno chiamato il loro re e lui, ormai centenario, partendo proprio dalla sua amata Grigna, se ne è andato lontano lontano, lasciando qui il suo grande tesoro. Quella notte, il cielo pieno di stelle e una grande luna, hanno illuminato il suo cammino e nel suo prato ai piedi della Grigna c’erano i fuochi accesi, segno che se ne era andato un re.

Daniela Lenti

Piani Resinelli, 7 Agosto 2009

 
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