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I suoi grandi amori

 

Riccardo abita presso il cimitero di San Giovanni e si organizza perfettamente la vita da solo, nell’attesa di far trasferire a Lecco madre e sorella, come promesso. Negli anni Trenta Riccardo passa un sacco di tempo in Grigna ad arrampicare con gli amici. La strada per i Resinelli (che si erano chiamati Roccolo della Pessina fino a quando non avevano preso il nome della famiglia che li aveva acquistati a metà dell’ Ottocento) non esisteva ancora. C’ erano però i rifugi. Riccardo e gli amici Pino Comi, Mario “Boga” Dell’Oro, Antonio Piloni, Carlo Corti, Giovanni “Sora” Riva e tanti altri - fra cui anche “forestieri” di gran nome come Mary Varale ( che insegnerà ai lecchesi la discesa in corda doppia) o Emilio Comici (il cui stile sarà da loro molto imitato) – risalgono la Val Calolden fino alla trattoria Cuera, dove placano la fame prima di arrampicare sui pinnacoli della Grignetta o lanciarsi in discesa (e risalite giacchè gli skilift non esistevano) con gli sci.

Riccardo e Irma CassinNon c’è solo la montagna, però. Riccardo è ormai un giovanotto di ventisei anni e finalmente ha potuto portare a Lecco mamma Emilia e la Gina. Dalla fine del 1934 nota ogni tanto per le vie del rione Castello, una sartina magra, bruna, dal portamento elegante. Con lei scambia qualche sguardo, al massimo un breve cenno di saluto. Comincia una fitta corrispondenza a cui seguono molti appuntamenti che avvicineranno sempre di più i due giovani. Riccardo passa al “ti abbraccio affettuosamente” sui bigliettini e ai più distaccati “Salutissimi” , “Un pensiero”, “Un ricordo”, sulle cartoline che chiunque può leggere. Gliele spedisce da ogni dove, sia quando è vicino sui monti della Valsassina, si quando si spinge lontano nei campeggi estivi. Dalle vedute delle cartoline si può ricostruire l’intera carriera alpinistica di Riccardo in quegli anni: arrivano da Misurina, dalla Capanna Sciora, da Courmayeur e da Roma, quest’ultime cadenzate con le medaglie al valore atletico che  il CONI gli assegna. Ma solo una volta si concede un accenno alla scalata compiuta. Dopo la prima sulla Nord-est del Badile, dietro un’immagine della Capanna Gianetti, scrive: “Un ricordo dopo la vittoria”.

Irma e Riccardo si sposano nel 1940. La loro unione è durata 64 anni con tre figli, otto nipoti e sei bisnipoti, solida come il Resegone che guarda la loro casa di Maggianico.

 
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