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Canada 2000

 

Fine ottobre 2000. Due anni dopo si torna in Canada! Riccardo è stato invitato a partecipare al summit che il Banff Centre ha organizzato per i venticinque anni del Mountain Film Festival. Un’occasione, alla fine del secolo, per radunare i più grandi alpinisti a parlare dell’arrampicata nel passato millennio e nel futuro. A Cassin è stata affidata la relazione su “L’alpinismo sulle Alpi del dopoguerra”. Lo scritto è stato inviato da mesi e inserito in un volume; Craig Richards ha girato il mondo per scattare gli appositi ritratti dei relatori, affinché tutti fossero fatti con la stessa mano e avessero lo stesso sfondo. In questo viaggio Riccardo è accompagnato, oltre che dal figlio Guido e dall’amico Daniele, anche da Marta, la figlia terzogenita di Guido, e dagli amici Rita e Roberto Castagna.

Concluso il summit e tutti gli amici, partiamo per Vancouver. L’idea è di attraversare le Montagne Rocciose, fermarci a Mission a visitare la tomba di Valentino e ripartire per la bella città sul Pacificvo. Il viaggio è lungo. La prima neve della stagione rende infatti complicato giungere a Jasper lungo la spettacolare Icefield Parkway, l’autostrada dei ghiacciai. Dobbiamo rinunciare ben prima di avvicinare il Ghiaccio Colombia. Ripieghiamo quindi sulla autostrada numero 1 che segue il tracciato della ferrovia da est ad ovest del paese. La neve è stata spalata e il Kicking Horse Pass, poco oltre Lake Louise, non costituisce un problema. Dormiamo a Kamloops e nel pomeriggio, dopo una breve sosta alla cava di Nicomen, arriviamo a Mission. Ormai siamo nella larga valle del Fraser, il clima si è addolcito, i mille volti delle Montagne Rocciose sono alle spalle. Andiamo al camposanto. Il clima è mite e gli aceri non hanno ancora perso le foglie. Una situazione apparentemente molto più allegra rispetto a due anni fa. Ma, avvicinandoci a piedi a quel cancello, a rileggere il cartello “Dedicated to the Memory of Pioneers” ci prende un’emozione identica a quella già vissuta. Roberto copre la commozione in qualche modo, Rita fatica di più a controllarsi, Marta, molto semplicemente, piange. La storia di questo bisnonno è troppo coinvolgente. Cassin si avvicina. Stavolta non scatta fotografie, Riccardo, sta in piedi, ritto, davanti alla tomba. “Ciao papà, eccomi, sono ancora qui.”

 
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